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Opera Like

L'opera che è tutta un'altra storia

operalike

 

Oltre ad essere una meravigliosa occasione, far conoscere l’opera lirica ai teenagers è fondamentale, anzi imprescindibile! Nell'opera i protagonisti delle vicende sono molto spesso dei ragazzi. Sono personaggi veri che amano, piangono, sperano, sorridono, litigano. A volte sono anche degli eroi perché non stanno al gioco, si ribellano, qualche volta vincono, qualche volta no.

E tutti questi sentimenti e valori attraversano le generazioni e le uniscono. L’opera tramanda le sue innumerevoli vicende affinché altri ragazzi e ragazze raccolgano questa profonda eredità (tramutata in canto) di lacrime, risate, amori, speranze. L’opera è una vecchia amica che ci sussurra di non calpestare questo immenso patrimonio,ma anzi di raccoglierlo, spolverarlo, e viverlo come un prezioso bagaglio da cui poter ogni tanto attingere. In una parola: l’opera non è roba solo da grandi, l’opera è dei giovani!

Ma perché questo messaggio arrivi forte e chiaro, e si tramuti in consapevolezza, è necessario accendere nei ragazzi la curiosità. E questo è possibile solamente se, specchiandosi in quelle vicende, i ragazzi di oggi ritrovino nelle storie di ieri i loro vissuti, le loro problematiche, i loro coetanei. L’opera lirica si veste quindi di nuovi occhi: quelli dei ragazzi a cui racconta le sue vicende… i ragazzi di oggi!

 In che modo si muove Roma Opera Campus su questo fronte?





Siamo fermamente convinti che agli adolescenti non piaccia ciò che semplicemente (ancora!) non conoscono. Se dunque non sono i giovani a cercare l’opera, sarà l’opera a trovare loro. In che modo?

  • partendo dal loro mondo
  • parlandogli del loro mondo
  • ponendosi come uno specchio dei loro vissuti personali e delle diverse problematiche sociali che li circondano
  • usando il loro linguaggio, ma SENZA sconti sui contenuti!

 

È innegabile: i social network hanno trasformato l'uso della grammatica e del linguaggio (che è diventato quello della rete), nonché la concezione del tempo. Il mondo in cui i ragazzi di oggi si formano e diventano adulti è un mondo che corre, che clicca, che scarica, in cui tutto è in continuo movimento e cambiamento quotidiano. In questo “continuo fluire” essere visibili, per loro, è ciò che li fa rimanere “visualizzati”. Proprio da qui vogliamo partire: prendiamo spunto dal loro modo di “rimanere connessi” gli uni con gli altri, dalle strategie che mettono in campo per veicolare i  messaggi e quindi socializziamo l’opera lirica!

Se essere visibili fa aumentare, sui social, le visualizzazioni del proprio profilo, perché questo non può valere anche per l’opera lirica?

L’opera lirica diventa per i ragazzi: una particolare e inedita “chat di gruppo” in cui poter scambiare, nello spazio virtuale che è il teatro, emozioni, risate, parole, messaggi. Una volta entrati, nessuno vorrà più “abbandonare il gruppo”!

Roma Opera Campus promuove dunque una sfida: OPERA LIKE, l’opera che piace ai ragazzi! Rendere l’opera sempre più “visualizzata” tra i giovani: questa è la vera forza! L’opera ha bisogno di “like”!!!

Il progetto Opera like nasce con l’intento di

  • Avvicinare gli adolescenti all’opera lirica, un complesso intreccio di azione, canto (che nell’immaginario collettivo è solitamente “scimmiottato”… eppure a questo c’è un perché!) e recitazione.
  • Dotare i ragazzi di una particolare lente di ingrandimento che consenta loro di “vedere oltre” la patina di vecchio con cui in maniera semplicistica viene etichettata l’opera lirica. L’opera è più moderna di quanto non si sia disposti a credere!
  • Dimostrare, senza troppe sovrastrutture, che il teatro d’opera è un luogo accessibile a tutti, in cui è facile immedesimarsi. Basta volerlo!
  • Far sì che i messaggi forniti e veicolati durante lo spettacolo possano, con la loro carica emotiva, mettere facilmente in un contagioso contatto perfetti sconosciuti, facendoli sentire parte di uno stesso contesto.
  • Far scoprire loro cos’è il teatro d’opera attraverso un VIAGGIO simile a quello che i ragazzi compiono quotidianamente in rete, aprendo e chiudendo velocemente accessi sempre nuovi e sempre più approfonditi, toccando ambiti e contesti apparentemente distanti fra di loro e spesso inimmaginabili a una prima ricerca.
  • Mostrare, quindi, attraverso lo spettacolo dal vivo, la continuità che esiste tra teatro e letteratura, opera lirica e storia, musica e cinema.
  • Rispettare il presupposto (irrinunciabile!) secondo il quale uno spettacolo non è tale se non stupisce, se non emoziona. Eppure a volte, soprattutto quando si ha un preconcetto, non si è così disposti a lasciarsi andare. Verranno attivate quindi le chiavi di accesso, funzionali all’età dei ragazzi adolescenti, per destare in loro stupore, emozione e divertimento. L’ironia e la complicità, infatti, non potranno mancare, in quanto siamo convinti che l'arma vincente sia il DIVERTIMENTO unito, però, sempre, alla CULTURA.
  • Attualizzare le tematiche raccontate, riportandole al loro vissuto.

Perché questo titolo:

L’opera scelta è Gianni Schicchi di Giacomo Puccini che, a dispetto della sua età (quasi 100 anni!) continua a piacere, divertire e far riflettere.

Il plot riesce a sortire un effetto comico con personaggi serissimi alle prese con un fatto più che realistico: la divisione dell’eredità fra gli eredi, per di più parenti!

  • Elemento caratterizzante dell'opera lirica e, più in generale, problema tipico dell'età adolescenziale, il conflitto generazionale: l'incomprensione tra padri e figli, tra giovani e adulti, l'ansia di ribellione che caratterizza molti dei personaggi.Vengono tirati in ballo i rapporti spesso complicati e difficili fra parenti, l’odio, l’avidità, la furbizia, la scaltrezza, la rivalsa sociale, le debolezze umane. Collante di tutti questi vizi, un protagonista silenzioso: il denaro! Un’ironia amara rende buffe le vicende e i suoi personaggi, ma allo stesso tempo fa riflettere lo spettatore che, suo malgrado, si riconosce nei vizi rappresentati in scena (che poi non è quello che accade nella “commedia all’italiana?”).

Valorizzati dalla musica,  moltissimi riferimenti artistico-letterali:

  • Fonte primaria del soggetto dell’opera è infatti un breve episodio contenuto nel XXX canto dell’Inferno di Dante Alighieri, dove Gianni Schicchi viene condannato in quanto “falsatore di persone”. Il tema dell’avidità degli eredi, ricorrente in molte farse e commedie di ogni tempo e luogo, richiama inoltre alla memoria il Volpone (1605) di Ben Jonson, drammaturgo del teatro elisabettiano.
  • Puccini, inoltre, caratterizza con grande maestria l’atmosfera e l’ambiente, regalandoci uno splendido dipinto della Firenze medievale. Non mancano riferimenti storici (Giotto, i Medici), geografici (l’Arno, Signa, Fucecchio) o linguistici (si pensi ad alcune esplicite espressioni, o piccoli diminutivi, che rimandano a dei veri e propri toscanismi).

Il pubblico si appassiona se quello che viene raccontato è VERO (questa è la forza dell’opera!) ma si immedesima ancor più se quella che viene raccontata è una verità scomoda, se ci tocca nel vivo.

Eppure la verità da sola non basta, bisogna saperla raccontare…e a farlo, nell’opera, ci pensa la musica e il canto.

Ma cos’è esattamente un’opera lirica? L’opera lirica è quel contenitore nel quale un uomo pugnalato invece di morire canta a squarciagola o una donna malata, in procinto di esalare l’ultimo respiro, invece di starsene buona buona a riposare, canta a più non posso.

Il tutto può sembrare molto bizzarro…e forse è proprio questa la bellezza dell’opera lirica, che deriva da un lontano “recitar cantando” che poi piano piano ha mutato forma, perdendo l’intonazione del parlato vero e proprio e acquisendo invece la sua attuale struttura, di un racconto interamente cantato. E la musica, che riempie di significato le parole, arriva dritta al cuore e lo emoziona, con sorrisi e lacrime.

Per aiutare i ragazzi a comprendere meglio il linguaggio dell’opera lirica e (perché no?!) le sue bizzarrie, abbiamo deciso di affiancare ai numerosi personaggi dello Schicchi un altro personaggio:

una figura COINVOLGENTE, DIROMPENTE, ENTUSIASMANTE che avrà il compito di

  • avvicinare i ragazzi (quindi la società moderna) a quei ragazzi (spesso poco più che coetanei) che rappresentano sul palcoscenico il mondo dell’opera
  • diventare il ponte continuo, il raccordo tra le due realtà, fino a farle divenire un’unica cosa
  • essere parte integrante dello spettacolo: descrivendo, raccontando e spiegando, con supporti di varia natura, “perché” accadono certe cose nell’opera lirica e in particolare nella storia di Gianni Schicchi. Nell’opera infatti ci sono dei retroscena che “gli addetti ai lavori” potrebbero dare per scontati, ma che invece vanno assolutamente motivati e svelati agli occhi “vergini” dei ragazzi

Per aprire la porta del divertimento e dell’emozione, ci doteremo della CHIAVE dell’IRONIA, ma con profonda CONSAPEVOLEZZA. Se vogliamo arrivare al cuore del pubblico e conquistarlo, c’è bisogno di

  • demolire (apparentemente) per costruire
  • ironizzare, suscitando emozione e divertimento, per lasciare un segno

Ecco perché questa figura sarà

  1. Professionale ma non seriosa
  2. Istrionica ma di una comicità non scontata (l’umorismo è una faccenda seria!)

Cosa succede quando un’opera viene rappresentata con passione e coinvolgimento? O quando lo spettatore si lascia andare e decide di crederci? Succede che si evocano storie, personaggi, emozioni… succede che l’opera diventa tutta un’altra storia!!!

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